Lunga vita al Festival Leggere&Scrivere di Vibo Valentia

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Dispiace davvero che il Festival Leggere & Scrivere non possa realizzarsi proprio nell’anno in cui proprio Vibo Valentia è stata riconosciuta dal Ministero della Cultura come capitale italiana del libro.
Questa situazione fa riflettere su molti aspetti che riguardano la produzione culturale in Calabria. Innanzitutto come le istituzioni decidono di contribuire alla sua formazione, al consolidamento e, dunque, alla capacità di crescita delle imprese che sono creatrici di quella che definiamo offerta culturale.
Ecco, dal mio punto di vista, non bastano i bandi per finanziare i festival. E’ necessario affiancare al contributo economico da parte dello Stato, sia esso Regione o Ministero, ulteriori forme di supporto istituzionale al fine di costruire un sistema nel quale l’offerta culturale possa camminare con le proprie gambe e al contempo generare una comunità che si supporta e fa crescere altri imprenditori culturali.
In sostanza, oltre alle risorse economiche le istituzioni locali dovrebbero: sensibilizzare il tessuto sociale ed economico che potrebbe a sua volta sostenere gli eventi culturali; garantire una formazione manageriale di chi organizza i festival (ovviamente non è questo il caso) che consenta una gestione virtuosa e lungimirante, capace di fare rete; generare azioni come quelle che permettono ai festival di costruire il proprio audience, attività indirizzata al pubblico potenzialmente pagante o desideroso di contribuire magari con una forma di azionariato sociale alla realizzazione di importanti iniziative culturali.
Da sottosegretario al Ministero della cultura avevo iniziato a lavorare proprio sul tema della formazione e della condivisione di esperienze tra i festival culturali italiani, con l’obiettivo non solo di ottimizzare l’investimento delle risorse pubbliche, ma anche con l’intento di creare una comunità di buone pratiche in grado di trasferire competenze e know how per alimentare la crescita dei festival culturali italiani.
Non possiamo permetterci, soprattutto in Calabria, di perdere quelle iniziative culturali – come lo è il Festival Leggere & Scrivere – che lasciano un segno positivo perché ne abbiamo bisogno oggi più che mai.