La pandemia, oltre la crisi, ha portato con sé delle occasioni

La crisi sanitaria

La pandemia da Covid-19 ha sconvolto le nostre vite. Il nostro modo di vivere la socialità, di organizzare le giornate, il nostro lavoro. Senza contare la paura, lo stress, le cattive emozioni e le pessime vibrazioni che intossicano ormai da mesi la nostra percezione della realtà. Ormai, ci sarà un prima ed un dopo il coronavirus. Eppure, dalle terribili conseguenze che abbiamo, che stiamo, e che dovremo affrontare abbiamo l’obbligo di trarre la forza per intravedere un orizzonte e scovare delle opportunità.

Il mondo del lavoro si evolve

Il mondo del lavoro cambierà, anzi si sta già evolvendo. Secondo quanto riporta l’Huffington Post per il World Economic Forum, nei prossimi tre anni, vedranno la luce 133 milioni di nuove opportunità occupazionali in tutto il mondo. La crisi, infatti, insieme al digitale, la tecnologia e l’automazione fungeranno da catalizzatori per molte figure lavorative nuove a fronte dei 75 milioni di posizioni destinate a scomparire. D’altronde, il dossiere di Unioncamere-Anpal parla chiaro: il 75 per cento delle aziende italiane è già impegnato in azioni di reskilling dei propri lavoratori. Insomma, vivono fra noi.

Saperi cross-mediali e curiosità

In un futuro prossimo che sembra già domani saranno quindi richiesti nuovi lavori e verranno ricercate, di conseguenza, nuove mansioni. Questo vale ovviamente anche per il mondo della cultura, che ha grandissime possibilità di crescita grazie all’innovazione, al digitale. Il motore di tutto risiede in noi stessi e nella nostra creatività, nel nostro ingegno, della curiosità di allargare le vedute e i saperi, nella capacità di adattarci a nuove situazioni lavorative, nell’intelligenza di mettere a frutto conoscenze non rigidamente compartimentate ma, anzi, di sapere affiancare competenze tecniche con altre umanistiche. Impossibile?  Perché dovrebbe, è già un trend che si sta facendo largo negli ultimi anni soprattutto per quanto riguarda l’universo del digitale.

Reinventarsi e formarsi

No, non sarà automatico reinventarsi ma ogni cambiamento richiede una dose di coraggio. Mutano i tempi, cambiano le situazioni, perché non dovremmo farlo noi? Puntiamo a rafforzare quelle che sono definite soft-skill, ovvero le nostre attitudini e conoscenze, in più ambiti lavorativi, e potremmo trovarci a ricoprire ruoli cui nessuno, fino a poco tempo addietro, pensava lontanamente: dai corporate crisis manager agli educatori della salute, passando per i servizi a supporto delle famiglie. Sempre più importante è la formazione, la conoscenza. Dobbiamo formare i lavoratori di oggi e di domani, lavoratori qualificati, in grado di cogliere le opportunità che la rivoluzione digitale offre di continuo, tanto più che si può fare formazione qualificata a costi meno esosi del passato anche online. Tutto ciò nella consapevolezza che la stessa formazione tradizionalmente intesa necessiti di una rilettura, e di una architettura più moderna, ai tempi del Covid. Perché qui, o cambiano lo spin del mondo del lavoro oppure saremo costretti a subirlo.