La lezione dell’umiltà e le patenti di superiorità

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In questo momento di dibattito sulle elezioni regionali in Calabria, dove ogni forza in campo, che sia politica o civica, sta decidendo di alzare solo barricate senza sforzarsi minimamente di provare a costruire un’interlocuzione ho ravvisato l’assenza di una virtù a mio avviso indispensabile per chi vuole fare politica: l’umiltà.

Fioccano i comunicati stampa, non ultimo quello del Commissario del PD Stefano Graziano, in cui si evince uno status di superiorità rispetto agli altri e dove si impartiscono lezioni su come si dovrebbe fare politica e preparare una campagna elettorale.

Ognuno si erge ad assoluto portatore del cambiamento per la Calabria, eppure il cambiamento davvero necessario è quello che riguarda l’approccio che ogni politico, e non solo, dovrebbe modificare: da divisivo in costruttivo.

Sono ben consapevole che ci siano differenze, anche significative, tra il M5S, il duo Tansi-De Magistris, il Pd e tutte le altre forze civiche e politiche che orbitano nella sfera dei valori progressisti, ma sono anche abbastanza convinta che si possano trovare punti di convergenza solo se la si smette di buttare benzina sul fuoco etichettando come male assoluto chi è diverso o piuttosto ergendosi ad unica soluzione possibile per una Calabria migliore.

Allora, probabilmente, varrebbe la pena ragionare. Quantomeno chi vuole porsi dall’altra parte rispetto al fronte di centrodestra, potrebbe provare a (ri)sedersi intorno ad un tavolo che ponga tutti allo stesso livello poiché chiunque voglia contribuire a migliorare il destino di questa regione ha il medesimo diritto di partecipare senza patenti di superiorità.

Forse, così, capiremmo che l’avversario da temere di più alle elezioni è il disamore dei cittadini verso la gestione della “res publica” che si traduce in un astensionismo tale da portare lo scorso anno solo il 40% dei calabresi aventi diritto a votare per il rinnovo del Consiglio regionale ed eleggere il Presidente.

Ecco, di fronte a questo mostro che divora il desiderio di partecipazione dei calabresi forse dovremmo fare tutti un passo di lato per farne compiere uno grande in avanti alla Calabria che ha bisogno di un messaggio forte e di unità.

Basta con il divide et impera, abbiamo tutti bisogno di fare un bagno di umiltà altrimenti il destino è già segnato.