“Medma non si piega”, il ricordo di Peppe Valarioti alla Camera dei deputati

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Care e cari tutt*,

questa volta voglio raccontarvi una storia di Calabria, però diversa dal solito. Che per molto tempo ha vissuto in una dimensione di parziale ombra e che invece, proprio in questi giorni, abbiamo contribuito a renderla più visibile con la proiezione, presso la Sala Matteotti della Camera dei deputati, del docufilm “Medma non si piega” realizzato dalla Ugly Films, una casa di produzione cinematografica indipendente – anch’essa calabrese – dedita al cinema d’inchiesta ed all’impegno civile.

L’opera racconta la vicenda politica ed umana di Peppe Valarioti, giovane insegnante di Rosarno, segretario cittadino del Pci, che nel 1980 viene ucciso dalla ‘ndrangheta. Sarà il primo politico calabrese a perire per mano delle ‘ndrine. Si era opposto, durante gli anni di piombo del nostro Paese, ai patti inconfessabili fra malavita organizzata e politica venduta.

Si era battuto nelle lotte a favore dei braccianti, del diritto allo studio, appassionato di archeologia si era dedicato alla riscoperta dell’antica Medma che giace sotto l’attuale Rosarno. Aveva compreso le mire della ‘ndrangheta verso i grandi affari derivanti dalle grandi opere che stavano arrivando in Calabria: il quarto polo siderurgico, il porto di Gioia Tauro, l’autostrada.

Tutte posizioni politiche espresse pubblicamente: nelle sezioni di partito, per le strade, nei comizi, sui giornali. Decisamente troppo.

Quelle mani assassine – di cui ancora oggi non conosciamo i nomi – non potevano però sapere che interrompendo violentemente la vita di un eroico venticinquenne, lo avrebbero reso un simbolo imperituro di coraggio, resistenza civile, passione politica e dedizione alle battaglie riguardanti il bene comune ed i beni comuni.

Peppe Valarioti appartiene alla schiera di eroi civili italiani che nel corso degli anni hanno versato un tributo estremo per difendere i valori di legalità ed i principi costituzionali della nostra comunità.

L’iniziativa dello scorso 30 giugno è stata quindi emozionante e partecipata, durante la proiezione del docufilm e dopo quando ha avuto luogo un dibattito col pubblico. Per questo voglio ringraziare tutti quelli che hanno collaborato ad ogni titolo alla riuscita dell’evento ed in particolare il vicepresidente della Camera dei deputati Sergio Costa che mi ha accompagnato in questa avventura di riscoperta di una figura così importante da dover essere inserita nel pantheon di riferimento per le giovani generazioni.

Il dovere della memoria è sacro, perché la memoria è ispiratrice e soprattutto non si uccide.  Ora tocca a tutti noi portarla avanti e mi auguro che questo sia un passo verso un percorso più lungo. D’altronde, come diceva Peppe Valarioti: “se non lo facciamo noi, chi deve farlo?”.

Anna Laura