“Investire sui nostri atenei per far crescere l’economia”

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Editoriale di Anna Laura Orrico, deputata M5s già Sottosegretaria ai Beni culturali, uscito su Gazzetta del Sud del 25/04/2026:
“I risultati sulla qualità della ricerca e della formazione delle tre università calabresi certificati dall’Anvur sono straordinari. Il che dà speranza e trasmette un messaggio alla politica: investire sull’istruzione pubblica è la sola priorità cui indirizzare un territorio che manca di un tessuto sociale ed economico forte e ben strutturato.
In Calabria, grazie alla ricerca e al trasferimento tecnologico che le nostre università portano avanti il potenziale è alto. Manca, tuttavia, la spinta propulsiva di una politica lungimirante capace di modellare le priorità del bilancio regionale su leve in grado di produrre sviluppo e crescita. Gli investimenti su istruzione, formazione e ricerca raddoppiano se non addirittura triplicano l’output finale, generano competenze e innovazione da impiegare poi nel tessuto imprenditoriale del territorio.
Per realizzare questo obiettivo è prioritario che lo Stato, e quindi la Regione, investano in programmi di trasferimento tecnologico incentivando un dialogo strutturale fra imprese del territorio e le nostre università, altrimenti le competenze ed i risultati delle brillanti ricerche dei nostri Atenei finiranno in altre regioni o addirittura all’estero. I bandi a pioggia non servono, l’innovazione si fa quando gli stekholder parlano e co-progettano tra loro affinché ci siano ricadute in termini di occupazione e crescita economica e sociale.
E’ fondamentale restituire dignità alla ricerca pubblica nel nostro Paese garantendo contratti stabili ai ricercatori universitari e dei centri di ricerca statali. Contestualmente bisognerebbe che università e aziende lavorino insieme per consentire al tessuto economico di investire nella ricerca che serve a migliorare le strutture di produzione, i servizi e le competenze professionali necessarie a sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati.
I cervelli non sempre desiderano fuggire dalla Calabria ma, per non disperdere questo capitale umano, la politica nazionale e regionale devono mettersi al servizio di una comunità che ancora fatica a dialogare, a trovare canali giusti per tradurre la domanda di innovazione delle aziende in applicazione dei risultati della ricerca universitaria.
In un circolo virtuoso di condivisione e collaborazione tra i nostri settori produttivi più importanti e le università, dovrebbe esserci l’opportunità di generare nuovi spazi professionali, imprenditoriali e lavorativi in grado di offrire una concreta occasione ai giovani di restare e contribuire a renderlo attrattivo ad occhi esterni.
E’ difficile ma non impossibile che le istituzioni si mettano al servizio di questa causa con investimenti seri, agevolazioni fiscali e sburocratizzazione ma, soprattutto, con un’azione di collante costante tra pubblico e privato. Nel mezzo ci sono i giovani: i veri protagonisti del cambiamento che auspichiamo e che oggi provano a fare da anello di congiunzione tra ricerca, innovazione e sviluppo, ma soprattutto col futuro”.